Dal momento in cui l’essere umano ha deciso di diventare bipede i piedi sono diventati le fondamenta del corpo e per questo hanno un ruolo molto importante nella nostra vita in termini posturali e di movimento sia nella statica che nella dinamica.
Le fondamenta prima di tutto: risolvere la causa, non solo i sintomi

Esattamente, i piedi possono essere visti come le radici del nostro corpo.
Il piede è l’unico punto di contatto tra il nostro corpo ed il terreno. E’ come noi interagiamo con il mondo e molto spesso è proprio nel piede e nel nostro appoggio plantare che originano tanti dei dolori e squilibri muscolo-scheletrici.
Per la maggior parte del tempo indossiamo delle scarpe molto rigide e supportive per piede e caviglia limitando così il movimento delle 33 articolazioni presenti nel piede che andranno incontro a rigidità facendoci perdere la mobilità e quindi alla capacità adattativa del piede ai terreni irregolari, oltre che limitare l’attivazione di 20 muscoli instrinseci importanti per tensionare correttamente i “tiranti” degli archi plantari che ci donano propulsione e ammortizzazione.
Leonardo Da Vinci diceva “Il piede umano è un capolavoro di ingegneria e un’opera d’arte”.
I piedi: organi di senso e maestri di equilibrio
I nostri piedi oltre ad una funzione di sostegno, di propulsione ed ammortizzazione biomeccanica hanno anche un importantissimo ruolo sensoriale.
Il nostri piedi, così come il palmo delle nostre mani sono degli organi di senso molto importanti.
Ora, immaginatevi un cieco che riesce a leggere il breil senza alcuna difficoltà. Lui ha allenato e sensibilizzato negli anni i recettori dei polpastrelli delle sue dita per essere molto raffinati, precisi e capaci di attendere a questa abilità; così come un musicista fa con il suo orecchio musicale o un fotografo con il suo occhio.
Il corpo umano funziona proprio così, secondo il principio del “Use it or lose it” dall’inglese “o lo usi o lo dimentichi”; e più lo usi più lo alleni e più lo raffini.
quando le scarpe spengono i nostri sensi
Ora immaginiamo lo stesso cieco che si mette un paio di moffole e cerca di leggere la stessa frase, o il musicista con i tappi alle orecchie o il fotografo con la benda sugli occhi.
Molto probabilmente avrebbero delle difficoltà in più a leggere e ad interpretare il corretto messaggio.
Lo stesso vale per i nostri piedi, praticamente da quando siamo nati sono rinchiusi in calze e scarpe che annullano completamente la parte sensoriale e percettiva dei nostri piedi.
La cute della pianta del piede è ricchissima di terminazioni nervose sensoriali fondamentali per valutare, interpretare ed anticipare le forze d’impatto del movimento dinamico.
Di fatti queste informazioni raccolte dai recettori della pianta del piede viaggiano verso il cervello per informarlo della consistenza del terreno sul quale stiamo camminando, correndo o saltando.
Foot-to-core: la connessione nascosta per un movimento efficiente
Il cervello a sua volta quindi manda degli inputs ai muscoli posturali preparandoli all’impatto.
Chiaramente se queste informazioni sono erronee o mal percepite dal piede non potranno che produrre una cascata di successivi inputs ed informazioni a loro volta dissimili dalla realtà.
Per questo motivo è importante che ci sia una comunicazione efficiente e rapida tra piede e core per garantire una migliore locomozione, più efficace e quindi meno dispendiosa energicamente e con minor rischio di infortunio.
C’è di fatti una potente interconnessione tra i muscoli instrinseci stabilizzatori del piede e i muscoli profondi stabilizzatori del core (pavimento pelvico, rotatori profondi, glutei ecc.)
Ogni programma di esercizi o riabilitazione post-infortunio, indipendentemente dalla regione del corpo, trarrà beneficio dal sequenziamento “foot-to-core”. Che si tratti di stabilizzazione della spalla o di un intervento chirurgico al legamento crociato anteriore del ginocchio, tutte le articolazioni del corpo richiedono una rapida preattivazione degli stabilizzatori profondi del core.
Risvegliare i piedi: muoversi consapevoli, dal suolo al core
Poiché i nostri piedi sono l’unico contatto con il terreno, svolgono un ruolo fondamentale nella velocità con cui possiamo stabilizzare il core quando siamo in piedi o ci muoviamo a catena cinematica chiusa.
Quindi, la prossima volta che andate in palestra, vi allenate all’aperto o semplicemente camminate per strada vi invito a chiedervi: “Lo fate con la giusta attenzione ai vostri piedi ? State integrando una contrazione intenzionale del piede durante il movimento?” “Riuscite a rimanere sensibili all’aspetto sensoriale del vostro piede e quindi a muovervi in maniera consapevole ed integrata “from the ground up” cercando di rendere il più efficiente possibile il vostro movimento ?”
Vi invito a cominciare a risvegliare questi recettori togliendo di tanto in tanto le scarpe e camminando a piedi scalzi su diverse superfici naturali, nutrendo con diversi stimoli (erba, ghiaia, terra, sabbia, sassi, legno, neve, fango ecc) la pianta dei vostri piedi arricchendoli e stimolandoli nella loro funzione sensoriale e nella loro fisiologia funzione strutturale di sostegno e propulsione.
Conclusione
Tutto ciò è di notevole importanza in particolar modo per gli sportivi ma anche per tutti coloro che vogliono riappropriarsi del proprio corpo e sentirsi bene nel proprio movimento e liberi da dolori ed infortuni.
Il mio approccio alla persona è molto olistico ed integro terapia manuale al movimento terapeutico in modo tale da rendere i miei pazienti autonomi ed indipendenti nel loro percorso terapeutico.
Se questo tema vi incuriosisce e volete scoprire di più vi aspetto per una prima visita osteopatica presso Marastudio.
Gregorio Ceccoli

